Chi era Giovanni XXIII Stampa E-mail
Sabato 13 Giugno 2009 07:26

 

 
Papa Giovanni XXIII
Biografia
 
Nascita e primi anni di vita in famiglia
Angelo Giuseppe Roncalli nasce il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, 16 Km a sud ovest di Bergamo, quartogenito di tredici figli da Battista e Marianna Mazzola.
Com’era uso, fu battezzato quello stesso giorno nella Chiesa di S. Maria. Cresce in un ambiente povero: la sua è una modestissima famiglia di contadini mezzadri la cui più grande ricchezza e fonte di grande serenità sono la fede indiscussa, la carità, la fiducia assoluta nella Provvidenza di Dio, la preghiera comune quotidiana.
Il futuro Papa riconoscerà sempre il grande valore di queste virtù che affermerà essere "le cose più preziose ed importanti che sorreggono e danno calore alle molte altre” che poi apprende in seguito.
Nel 1889 riceve prima la cresima e poi il 31 marzo è ammesso alla prima comunione.
 
Educazione al sacerdozio
Nel 1892 a 11 anni Angelo entra nel seminario di Bergamo per gli studi ginnasiali e liceali. Ciò è possibile per l’aiuto economico del suo parroco e di don Giovanni Morlani, proprietario del fondo coltivato dai Roncalli. Qui matura la determinazione di fare ogni sforzo per diventare santo come si legge ripetutamente nel suo diario "Il giornale dell’anima" che comincia a scrivere nel 1895.
Date le sue capacità intellettuali e morali nel 1901 è mandato a Roma per continuare gli studi teologici.
Negli anni 1901-02 fa la richiesta di anticipo volontario per il servizio militare, sacrificandosi a favore del fratello Zaverio, necessario a casa per i lavori in campagna. È un vero purgatorio: “eppure” - scrive - “sento il Signore con la sua santa provvidenza vicino a me”. Si laurea in Sacra Teologia nel 1904.
 
Ordinazione e primi anni di sacerdozio
Il 10 agosto 1904 Angelo viene ordinato Sacerdote in S. Maria in Monte Santo a Roma. Celebra la prima Messa il giorno seguente in S. Pietro vicino alla tomba dell’Apostolo e il pomeriggio di quel giorno è ricevuto dal Papa S. Pio X.
Nel 1905 è nominato segretario del Vescovo di Bergamo e l’anno seguente insegna Storia e Patrologia in seminario.
 
Servizio militare nella prima grande guerra
Dal 1915 al 1918 presta servizio militare come cappellano dell’Ospedale di riserva a Bergamo. Con la sua amabilità e il suo ottimismo riesce a contribuire alla salute dei soldati e a riconciliarli alla fede.
 
Nel corpo diplomatico della Santa Sede
Nel 1925 Monsignor Angelo Roncalli entra a servizio diretto della S. Sede. E’ consacrato vescovo il 19 marzo 1925 in S. Carlo al Corso in Roma, e nominato Visitatore Apostolico in Bulgaria. Soffre molto per la difficilissima situazione sociale, politica e religiosa di questo paese. Ma con la simpatia, la semplicità, il cuore e l’intelligenza riesce a conquistare tutti.
Basti citare il suo programma nei riguardi degli ortodossi espresso nel suo primo discorso: “Non basta nutrire sentimenti cordiali verso i nostri fratelli separati: se li amate veramente date loro buon esempio e tramutate il vostro amore in azione”.
Nel 1934 è trasferito alla Delegazione apostolica di Turchia. Nel dicembre del 1944 Pio XII lo nomina Nunzio Apostolico a Parigi. Anche in Francia trova una situazione difficilissima: sia politica, per l’accusa a molti vescovi di aver collaborato coi tedeschi invasori; sia religiosa, per la questione dei preti operai. Anche là il suo equilibrio, la sua accortezza, la semplicità e l’amabilità riescono a risolvere i problemi e a conquistarsi le simpatie dei francesi e di tutto il Corpo Diplomatico.
 
Patriarca di Venezia
Il 12 gennaio 1953 il Nunzio Angelo Giuseppe Roncalli è creato cardinale da Pio XII e nominato Patriarca di Venezia. Il programma del suo servizio di pastore, espresso nella prima omelia in S. Marco, dimostra lo spirito che lo animava.
Dice ai veneziani: “Voglio essere vostro fratello, amabile, accostevole, comprensivo”. Non acquista né un motoscafo né una gondola continuando la tradizione dei Patriarchi. Per spostarsi in laguna usa i mezzi pubblici.
Si dice a Venezia di lui: “Ognuno che l’incontra per le calli rimane con l’impressione precisa che il Patriarca abbia per lui un’attenzione tutta particolare”.
 
 
 
Elezioni e pontificato
Il 28 ottobre 1958 a 77 anni, con sorpresa di tutti per la sua avanzata età, Roncalli è eletto Papa, divenendo così il 261º “Vicario di Gesù Cristo sulla Terra”. Egli assume il nome di suo padre, del patrono del suo paese natale e dell’evangelista della carità: Giovanni.
Inizia subito un modo nuovo di fare il Papa mosso dalla sua fede e dal suo felice temperamento. A nemmeno due mesi dalla sua elezione dà l’esempio di praticare le opere di misericordia corporali: a Natale visita i bambini ammalati all’Ospedale romano del Bambino Gesù ed il giorno seguente va a trovare i detenuti del carcere romano di Regina Coeli.
Tre mesi dopo la sua elezione il 25 gennaio 1959 nella Basilica di S Paolo, tra la generale sorpresa, annuncia il Concilio Ecumenico Vaticano II. Durante il suo pontificato, in tre Concistori, nomina 37 nuovi cardinali.
È il primo Papa, dopo il 1870, che esercita anche direttamente il suo ministero di Vescovo di Roma andando personalmente a visitare le parrocchie. Il 4 ottobre 1962 compie il pellegrinaggio in treno a Loreto e ad Assisi pregando e facendo pregare per l’imminente Concilio. È la prima uscita di un Papa fuori del Lazio dopo l’annessione di Roma allo Stato italiano di quasi un secolo prima.
 
 
 
 
Il Concilio
L’11 ottobre 1962 papa Roncalli inaugura in S. Pietro il “Concilio Vaticano II” indicando un preciso orientamento: non definire nuove verità o condannare errori, ma  rinnovare la Chiesa per renderla più santa (quindi più adatta ad annunciare il Vangelo ai contemporanei) e ricercare le vie per l’unità delle Chiese cristiane, “inseguendo”, innanzitutto, “ciò che unisce invece di ciò che divide”.
 
Udienza al genero di Kruscev
Il 7 marzo 1963 prende il coraggio d’iniziare il disgelo con l’Unione Sovietica ricevendo personalmente il genero di Kruscev, Alexei Adjubei, con la moglie. Alla fine dell’incontro dice al suo segretario: “Può essere una delusione oppure un filo misterioso della Provvidenza che io non ho il diritto di rompere”. La storia successiva ha dimostrato la presenza di quel filo.
 
L’Enciclica “Pacem In terris”
L’11 aprile 1963 papa Roncalli pubblica l’Enciclica “Pacem in terris” indirizzata per la prima volta non ai soli cattolici ma “a tutti gli uomini di buona volontà”: lo scritto papale è ritenuto da tutti, anche non cristiani, come l’espressione migliore, nella situazione del mondo contemporaneo, delle vie per alimentare le speranze di pace e di solidarietà di tutto il genere umano. È messa negli archivi delle Nazioni Unite a New York.
 
Premio internazionale per la pace
 Il 10 maggio 1963 al Papa viene consegnato in Vaticano il premio internazionale “Balzan” per la pace come riconoscimento per la sua intensa attività per evitare i conflitti e segnalare all’umanità il cammino per la pacifica convivenza dei popoli.
 
La morte
Il 23 maggio dello stesso anno è annunciata pubblicamente la malattia del Papa: il 3 giugno 1963, dopo quattro anni, sei mesi e sei giorni di pontificato, Angelo Giuseppe Roncalli si spegne serenamente invocando il nome di Gesù e offrendo la sua vita per realizzare il testamento di Gesù: “Che tutti siano uno”.
Dopo averci insegnato a vivere ha testimoniato come si muore alla luce della fede. É stato un tale esempio di come muore un cristiano che costituisce, a livello mondiale, una delle più forti esperienze spirituali del secolo.
Il cordoglio è universale. È stato beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 e la su festa liturgica è stata fissata l’11 ottobre il giorno dell’inizio del “Concilio Vaticano II”.
 
 
stemma papale di Giovanni XXIII
 
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L'11 ottobre 1962, in occasione della serata di apertura del Concilio, piazza San Pietro - il luogo che simboleggia il cattolicesimo - era gremita di fedeli che, se pur non comprendendo a fondo il valore teologico dell'avvenimento, ne percepivano la storicità, la fondamentalità e la difficoltà.
A gran voce chiamato ad affacciarsi - cosa che non si sarebbe mai immaginata possibile richiedere al papa precedente - Roncalli davvero si sporse, a condividere con la piazza la soddisfazione per il raggiungimento del primo traguardo: si era arrivati ad aprirlo, il Concilio.
Il discorso a braccio fu poetico, dolce, semplice, e pur tuttavia pieno di elementi del tutto innovativi.
Nel momento che avrebbe dato un nuovo corso alla religione cattolica, con un richiamo straordinario salutò la luna: «Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero. Qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera, osservatela in alto, a guardare a questo spettacolo».
Salutò i fedeli della sua diocesi (il papa è anche il vescovo di Roma) e si produsse in un atto di umiltà forse senza precedenti, asserendo tra le altre cose: «La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato padre per volontà di Nostro Signore, ma tutti insieme paternità e fraternità e grazia di Dio (…) (...). Facciamo onore alle impressioni di questa sera, che siano sempre i nostri sentimenti, come ora li esprimiamo davanti al Cielo, e davanti alla Terra: Fede, Speranza, Carità, Amore di Dio, Amore dei Fratelli. E poi tutti insieme, aiutati così, nella santa pace del Signore, alle opere del Bene».
E, sulla linea dell'umiltà, impartì un ordine da pontefice con il parlare di un curato: «Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza».